Aree di intervento · Dipendenza affettiva
Stare in una relazione non significa perdersi in essa.
Vi sono legami che, invece di sostenere, consumano. Si resta in una relazione che fa soffrire, si giustifica l’altro, si rinuncia a sé pur di non perderlo. La paura dell’abbandono diventa più forte del desiderio di stare bene.
La dipendenza affettiva non riguarda solo la coppia: può attraversare i legami familiari, le amicizie, il rapporto con il lavoro. Spesso affonda le radici nella storia della persona e nei primi legami.
Adulti, donne e uomini, che:
È indispensabile accogliere la domanda senza giudizio, dando voce sia al desiderio di cambiare, sia alla paura di farlo. Attraverso una fase osservativa ed esplorativa è possibile riconoscere insieme i movimenti che si ripetono nelle relazioni e il loro significato nella storia personale.
Solo al termine, nel caso in cui sia necessario, si può decidere insieme quale percorso sia più idoneo. L’obiettivo è ritrovare la propria bellezza e la possibilità di scegliere legami in cui sentirsi riconosciuti, non trattenuti.
È un modo di stare in relazione in cui il bisogno dell’altro diventa così forte da far passare in secondo piano i propri bisogni, i propri desideri e talvolta la propria serenità. Si resta nel legame anche quando fa soffrire, per paura di perderlo.
No. Riguarda donne e uomini, e non solo le relazioni di coppia: può attraversare anche i legami familiari e le amicizie.
Il percorso aiuta a riconoscere i movimenti che si ripetono e a ritrovare la possibilità di scegliere. I tempi e le decisioni restano sempre della persona.
Pagina aggiornata a ottobre 2026. Dott.ssa Noemi Tomasoni, Psicologa Psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 12930). Profilo e approccio.