Aree di intervento · Ansia e attacchi di panico
L’ansia accompagna la vita di ciascuno: segnala un pericolo, prepara ad affrontare un cambiamento. Talvolta però smette di essere un segnale e diventa una presenza costante, che limita le scelte e restringe gli spazi della propria vita.
L’attacco di panico arriva spesso all’improvviso: il cuore accelera, manca il respiro, si teme di perdere il controllo. Dopo il primo episodio può nascere la paura che accada di nuovo, e con essa la tendenza a evitare luoghi, situazioni, persone. Il disagio, che inizialmente sembra solo fisico, chiede di essere ascoltato e compreso nel suo significato, all’interno della storia della persona.
È sempre opportuno escludere, insieme al proprio medico, eventuali cause organiche dei sintomi.
Adulti per i quali l’ansia è diventata una presenza che limita la vita quotidiana. Ad esempio:
È indispensabile, anzitutto, accogliere la paura e dar voce al disagio, senza giudicarlo. Attraverso una fase osservativa ed esplorativa è possibile comprendere insieme in quali momenti l’ansia si presenta, che cosa segnala, quale significato assume nella storia e nelle relazioni della persona.
Solo al termine, nel caso in cui sia necessario, si può decidere insieme quale percorso sia più idoneo. L’obiettivo non è eliminare ogni emozione, ma ritrovare la possibilità di scegliere, riconoscendo le proprie risorse e i propri limiti.
È un episodio improvviso di paura intensa, accompagnato da sintomi fisici come battito accelerato, respiro corto, sudorazione, sensazione di perdere il controllo. Dura in genere alcuni minuti. Non è pericoloso in sé, ma è molto spaventoso e può portare a evitare luoghi e situazioni. È sempre opportuno escludere con il proprio medico eventuali cause organiche.
Quando l’ansia diventa una presenza costante, quando porta a rinunciare a cose importanti, quando gli attacchi si ripetono o la paura che tornino condiziona le giornate. Non è necessario aspettare che la situazione diventi insostenibile.
Il progetto è unico e specifico per ciascuno: la durata si definisce insieme al termine dei primi colloqui di consulenza e può essere rivista nel corso del percorso.
La psicologa non prescrive farmaci. Quando può essere utile, si valuta insieme l’opportunità di una consulenza con il medico o con lo psichiatra, nel rispetto del progetto della persona.
Pagina aggiornata a ottobre 2026. Dott.ssa Noemi Tomasoni, Psicologa Psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 12930). Profilo e approccio.